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Due terremoti nel Nord

Un altro terremoto, dopo quello di pochi giorni fa, scuote il nord Italia e Milano. Questa volta l’epicentro, il luogo di massima intensità, è stato a Parma, a 60km di profondità. Crolli nelle cittadine di Colorno e Massa – edifici abbastanza “anziani” – e a Milano sono stati evacuati alcuni edifici, tra cui la Borsa. Sul Messaggero si trovano alcune informazioni sia sul terremoto di mercoledì scorso, sia sul grado di pericolosità della placca Adriatica, quella il cui movimento provoca terremoti nella nostra zona…

La scossa di mercoledì. La scossa di terremoto di magnitudo 5.4 registrata nel pomeriggio, con epicentro sull’ Appennino parmense, segue in particolare quella di 4.9 rilevata due giorni fa, alle 9.06, tra le province di Reggio Emilia e Parma, che ha provocato molta paura, ma per fortuna danni limitati. Quella scossa principale era stata seguita da altre, tra cui una, di nuovo ben avvertita dalla popolazione, di magnitudo 3.5 alle 18.43. La memoria degli abitanti era andata subito ad altri terremoti che avevano colpito la zona nel ’96, nel 2000 e nel 2008, ma il bilancio in questa occasione è stato più limitato: qualche calcinaccio caduto, qualche crepa nei muri, la temporanea chiusura di alcune scuole, alcuni contusi per cadute o persone trattate in ospedale per attacchi di panico. Alle 9.06 di mercoledì scorso la terra ha tremato a una profondità di circa 33 chilometri, una caratteristica che ha fatto sì che fosse avvertita in un raggio molto ampio, come oggi, anche se con una profondità addirittura quasi doppia (60,8 km).

La placca adriatica e il grado di pericolosità. Come è accaduto nei terremoti avvenuti nei giorni scorsi nel Reggiano e prima ancora nel Veronese, è stato il movimento della placca Adriatica all’origine della scossa di magnitudo 5.4 che ha colpito l’area compresa fra Parma, Massa Carrara e Reggio Emilia. A Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l’Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi; scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l’Appennino, inarcandosi. È stato questo movimento a generare il terremoto nel Reggiano, in un’area più vicina alla pianura e con una pericolosità sismica classificata come medio-bassa, così come oggi ha colpito un’area più vicina ai rilievi e classificata con una pericolosità medio-alta.

La nostra scuola è perfettamente capace di resistere a queste scosse (che molti di noi nemmeno hanno sentito, specie coloro che erano al II piano). È bene, però, ricordare sempre come bisogna comportarsi in questi casi:

Mantenere la calma! Terminati i primi secondi di panico, tornare immediatamente a ragionare, mettendosi sotto i banchi o vicino ai muri portanti, che vi sono stati già segnalati. Se bisogna evacuare, disporsi come durante le prove di evacuazione, ognuno perfettamente consapevole dei propri ruoli, non perdere tempo a prendere giacche e, soprattutto, mantenere sempre la calma: è il panico che crea più danni, non tanto il terremoto. Pensate a quanto è scritto poco prima, che molte persone sono state ricoverate per gli attacchi di panico!

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